E se il “vero” problema fosse il linguaggio?

 

Questione di punti di vista – riflessioni sulla comunicazione

 

Mi trovavo a Madrid, al Parco del Buen Retiro, meditando ed osservando il mondo intorno a me.

Adoro questi momenti perchè sono fonte di ispirazione ed illuminazione. La risposta alla domanda interiore arriva, sempre.

Ed eccola, infatti, che arriva (la risposta….. almeno quello che per me è stata tale).

Mi sono passate accanto tante persone, molte accompagnate da quadrupedi contenti di fare una passeggiata con il proprio umano…subito ho pensato sorridendo

“i cagnolini…tutti uguali, sembrano fatti con un unico stampo speciale!”

Già.

Ecco, dunque, la risposta.     

Linguaggio universale

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Un nuovo modello di stabilità

Questioni di punti di vista 

di Sara Caneponi

 

Guardo molto poco la televisione, preferisco la compagnia di un libro.

Tuttavia, avendo l’influenza costretto anche me ad un riposo forzato a casa, ho avuto modo di accendere la tv più spesso del solito e, ahimè, di ascoltare alcuni programmi di attualità.

Oltre alla deprimente monotonia dei temi proposti, ho notato il clamore ed il sensazionalismo utilizzati per fare presa sulla “vittima” inconsapevole a casa, ovvero lo spettatore.

Tra i temi trattati, ovviamente, c’è quello caldo del lavoro in tutte le sue declinazioni più terrificanti ed apocalittiche.

Su questo ed altri temi, la tecnica del sensazionalismo si concretizza nell’utilizzare parole che mettono paura, che toccano la tranquillità del singolo e del suo modo di intendere la vita.

Quindi, la parola abusata e ripetuta come un mantra sul tema lavoro è “precarietà”.

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La qualità della presenza a se stessi fa la differenza

Questioni di punti di vista 

di Sara Caneponi

 

L’anno 2018 è iniziato in modo molto intenso, certamente un divenire in linea con la mia riflessione di chiusura dell’anno passato.

 

Questa giostra di emozioni, mista a stanchezza ma anche ad adrenalica contentezza mi porta a riflettere sull’importanza della consapevolezza, dell’accoglienza e della presenza a se stessi.

L’essere presenti a se stessi induce ad essere consapevoli, quindi pienamente responsabili, delle nostre azioni.

Trovo affascinante il fatto che tematiche come la consapevolezza di se stessi siano affrontate su più campi di studio, in apparenza, molto diversi tra di loro.

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