Lavorare sulle persone in azienda con la facilitazione ed il serious gaming

Learning-by-DoingNel panorama molto ampio degli strumenti applicabili alla facilitazione dei processi riguardanti le persone in azienda sta prendendo sempre più piede il metodo Lego® Serious Play®, nato in Danimarca negli anni ’90 e che usa i mattoncini della Lego.

Entriamo, in questo caso come in altri, nel mondo del serious gaming o gamification e cioè quell’approccio innovativo alla formazione basato sul learning by doing, sull’obbligare il partecipante dell’evento formativo a mettersi in gioco direttamente con un approccio collaborativo ed iterativo eliminando il vecchio modo di fare formazione.

Nello specifico di questo metodo l’efficacia è data dal meccanismo inconscio che lega mente e mano dove quest’ultima rappresenta in tempo reale cosa la mente sta pensando e potendolo vedere dunque rappresentato in un modello 3D.

Come trained facilitator of Lego® Serious Play® method and materials e formatore che da anni utilizza strumenti di gaming (mappe mentali, rory story cubes, ecc.) lo ritengo uno degli strumenti più potenti che ci siano proprio per questa connessione diretta tra pensiero e praticità.

Nel people management, ad esempio, questo metodo è molto utile e potente nel dirimere tutte quelle situazioni legate alla gestione delle persone in azienda. Situazioni complesse, con differenti sfaccettature a seconda anche delle personalità del team o dei gruppi di lavoro. Lavorare sul team, sul clima e la cultura aziendale, sulle connessioni tra reparti o uffici differenti per evidenziare le conseguenze di singole azioni su un sistema (in linea anche con l’approccio agile), facilitare lo sviluppo di un approccio resiliente ai cambiamenti, definire soluzioni concrete ed applicabili a problemi complessi nella gestione HR  sono alcune dei diversi utilizzi per cui questo metodo può essere davvero importante.

Lavorare su questi temi con un approccio differente è fondamentale per raggiungere i risultati attesi, soprattutto in tempi come questi dove i cambiamenti sono all’ordine del giorno e le organizzazioni devono essere capaci di adattarsi costantemente.

Con questo metodo si riesce, inoltre, ad evidenziare le differenze di pensiero ed approccio, visibili mediante il modello costruito dai singoli, tra le diverse persone che fanno parte di un team o di un gruppo di colleghi su cui si sta lavorando.

Allo stesso tempo, però, è necessario considerare che non tutte le persone hanno l’adeguato “settaggio mentale” per affrontare le situazioni utilizzando strumenti ed approcci innovativi. Questo metodo riesce, a mio parere, a conciliare entrambe le esigenze. Essere potente rispetto agli obiettivi da raggiungere ma mettendo le persone a loro agio facendole “giocare” con uno strumento che, chiunque almeno una volta da piccolo, ha maneggiato e con cui ha costruito storie fantastiche.

 

Grazie per l’attenzione,

Alessandro De Chellis

 

 

 

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