La competenza del futuro? Saper scrivere a mano…..

Questioni di punti di vista 

di Sara Caneponi

 

Ricordo molto bene i miei pomeriggi universitari passati a studiare rivedendo e riscrivendo in bella copia gli appunti presi a lezione.

Molte amiche mi dicevano “ma perchè non usi il registratore? Poi dovrai solo sbobinare… più facile no? Perdi meno tempo! Con il tuo metodo ci metti molto di più!”

Avevano ragione, io prendevo appunti a lezione e, a fine giornata, li riscrivevo (mettendoli in ordine) a casa o in biblioteca…….insomma scrivevo due volte.

Già, ma mentre scrivevo studiavo, ripassavo, fissavo i concetti nella mente.

Anzi, li incidevo nella mia mente.

A ridosso dell’esame, quindi, ripassavo, ripetevo, perfezionavo, ma non studiavo.

Questo metodo lo uso anche oggi non solo per studiare, ma anche per gettare delle idee progetto su cui poi lavorare.

Numerosissimi studi neuroscientifici hanno dimostrato quanto sia importante scrivere a mano ed in corsivo; questo semplice gesto infatti aiuta la memoria, i processi di organizzazione del pensiero e della produzione di idee… insomma l’apprendimento, il ragionamento, la creatività.

Due ricercatrici italiane, Rossana Lanari e Viviana Federici Di Martorana, in occasione della presentazione del loro libro “Il corsivo alla base dell’apprendimento”, hanno ribadito ancora una volta l’importanza dello scrivere in corsivo nell’era digitale.

Il loro studio si focalizza sui bambini, ma in realtà, il ragionamento vale anche per gli adulti: il solo prendere appunti a mano ed in corsivo aiuta il processo di memorizzazione di lungo periodo, una maggiore padronanza nell’uso delle parole anche nuove, facilita i processi di apprendimento di nuovi concetti, stimola la creatività.

Beh, direi niente male viste le competenze trasversali necessarie per essere appetibili sul mercato del lavoro di Industry 4.0!

Quando mi trovo a lavorare nelle aziende come facilitatrice di processi organizzativi e soprattutto nelle relazioni di ascolto ed aiuto alle persone al lavoro, una delle tecniche che spesso adotto è quella del journaling.

Fare journaling significa tenere traccia scritta dei propri pensieri e delle proprie emozioni su un quaderno….insomma il vecchio “caro diario…” .

Scrivere è un ottimo strumento di introspezione, molto potente per la propria crescita personale.

Non solo: scrivere, scarabocchiare, disegnare, colorare è un modo per esprimersi, per meditare, per raccogliere degli spazi da regalare a se stessi.

A coloro i quali pensano che tenere un diario di bordo delle proprie giornate sia da bambini propongo, invece, l’analisi grafologica, scienza sperimentale che dalla espressione grafica naturale dello scrivente ne rileva la personalità psicofisica con le componenti intellettive, tendenze temperamentali, attitudini professionali, costituzione somatica, predisposizioni morbose, congenite e in atto.

Attraverso di essa le persone riscoprono la bellezza e l’importanza della scrittura come espressione del proprio essere.

Non solo.

Prendendo coscienza e conoscenza di se stessi riescono a migliorare i rapporti con gli altri e con l’ambiente esterno, quindi, anche le relazioni al lavoro.

Se penso che in alcuni Paesi, come gli Stati Uniti o i Paesi scandinavi, il corsivo è stato abbandonato da anni mi intristisco.

Per fortuna proprio alcuni Stati degli USA hanno capito l’importanza di invertire questa tendenza.

Lo Stato della Louisiana, per esempio, riscontrando dei peggioramenti nei processi cognitivi e di apprendimento da parte degli studenti ha reintrodotto il corsivo come requisito necessario alla scolarizzazione dei bambini dai 3 ai 12 anni, dando un anno di tempo agli insegnanti per adeguarsi.

A seguire, altri 14 Stati hanno incluso il corsivo come competenza da inserire nel curriculum!

Dunque, scriviamo, coloriamo, scarabocchiamo ed esprimiamoci: questo è e rimarrà sempre  il nostro vero e grande patrimonio.

Come dice Gaetano Curreri “la vera password di accesso a noi stessi”.

 

 

 

 

 

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