La parete

Questioni di punti di vista 

di Sara Caneponi

 

Burian, il gelo siberiano, sta coprendo di neve tutto ciò che incontra….è incredibile come tutto diventi bianco, ovattato e come la neve dia un senso di pace, armonia…. improvvisamente cala il silenzio.

Fino a poche ore fa tutto appariva in modo completamente diverso.

In questi momenti mi allineo alla Natura e rallento, perdendomi nell’osservare questo spettacolo inarrivabile.

La neve che nasconde e apparentemente “separa” dalla vista ciò che le sta sotto mi fa riflettere su un concetto semplice e complesso al tempo stesso: ciò che “sembra” il più delle volte non “è”.

Come la neve sembra separare la nostra vista da ciò che sta sotto di lei, così le persone sono bravissime a mostrare ciò che vogliono far credere, ma in realtà non sono.

Accade ancora di più nelle dinamiche comportamentali di gruppo.

Un gruppo è un ecosistema con un equilibrio ben preciso il quale si forma a sua volta su ciò che ciascun componente apporta al suo interno (energia, capacità specifiche, empatia, leadership, simpatia, ecc).

Cosa accade se improvvisamente uno degli elementi che compone il gruppo cambia il suo modo di essere e di porsi rispetto agli altri? Apparentemente senza un motivo e senza presagio alcuno?

Accade che il sistema gruppo va in tilt; perde il suo equilibrio anche se in apparenza può sembrare saldo e assolutamente “normale”.

“La neve copre” ciò che in realtà sta accadendo: un elemento ha modificato il suo apporto al gruppo e questo ha perso la sua stabilità.

La domanda allora che mi pongo è: perchè la persona ha cambiato il suo modo di comportarsi generando di conseguenza disequilibrio nel gruppo?

E’ accaduto qualche cosa? Oppure ciò che la persona dava a vedere non era ciò che realmente è e dunque nel tempo ha mostrato la sua vera natura?

Nelle dinamiche di gruppo, soprattutto aziendali, la seconda ipotesi è la più frequente anche se non è detto.

Appare evidente, dunque, come l’equilibrio e la serenità personali siano la base di tutto: la persona in equilibrio con se stessa è in grado di apportare quanto può senza filtri, senza necessità di “coprire” nulla di sè.

Il percorso di autorealizzazione e presa di coscienza di sè è fondamentale per poter portare il meglio di se stessi in ogni circostanza, lavorativa e personale.

Nel libro “La Parete” di Marlen Haushofer (libro che non può a mio avviso mancare nella propria biblioteca personale) la protagonista solleva questa barriera tra lei ed il mondo esterno ritrovandosi a vivere chiusa dentro una bolla…ovvero dentro se stessa.

Molto spesso i primi a erigere “le pareti” siamo proprio noi stessi pensando che la separazione dalla nostra vera natura sia la via più comoda e semplice poichè ci protegge dal mondo esterno; ci fa accettare meglio dagli altri.

La verità invece è un’altra: la conoscenza e la consapevolezza di se stessi sono alla base di relazioni personali e professionali costruttive ed equilibrate.

Ecco, dunque, che nei gruppi e nella formazione dei team all’interno delle aziende è fondamentale lavorare sulle singole persone poichè esse determineranno l’equilibrio e la performance del gruppo stesso.

 

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